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ROMA HOTEL KRISTI · DINTORNI · VILLA BORGHESE E MUSEO
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Dintorni

Un tempo, nel parco di Villa Borghese vicinissimo a piazza del Popolo, i principi andavano a caccia. Oggi i 6 chilometri di perimetro formano il più bel parco di Roma, nel quale i lunghi viali asfaltati sono particolarmente adatti per il pattinaggio, gli skateboards, le biciclette e le mountain bikes.
Sul piccolo laghetto è invece possibile noleggiare le piccole barche a remi.
Sempre al suo interno, potete ammirare il galoppatoio, la Valle dei Platani, il lecceto nel Parco dei Daini, la cosiddetta Valle dei cani e il museo della Galleria Borghese.
All'interno della villa è situata la Galleria della famiglia Borghese nella quale sono esposte molte opere di rilievo artistico, dalle sculture di Antonio Canova e Bernini, alle tele di Michelangelo Merisi detto Caravaggio.
Dopo vent'anni di lavori di restauro, il museo di Villa Borghese è adesso tra i più frequentati di Roma, tant'è vero che le visite sono a tempo: avete solo un'ora per passare in rassegna le sale e ritrovare tutte quelle opere che sono considerate dei capolavori.
Le raccolte del Museo furono iniziate dal cardinale Scipione Borghese, figlio di Ortensia Borghese, sorella del Papa Paolo V e poi rimaneggiate da Napoleone Bonaparte, che costrinse Camillo Borghese a vendere per il Louvre varie famose opere. Il pianterreno del museo è dedicato alle sculture, mentre il piano superiore alla pinacoteca, che ospita quadri di Botticelli, Raffaello, Perugino, Domenichino, Caravaggio, Rubens e molti altri ancora.
Tra le sculture a piano terra, la famosa "Venere vincitrice" di Canova che ritrae Paolina Borghese. La celebrità di quest'opera di Antonio Canova è dovuta soprattutto al personaggio ritratto: la sorella di Napoleone, sposata a un principe Borghese, che si fa rappresentare come Venere.
Dopo avere visto tanti palazzi, chiese e fontane progettate da Gian Lorenzo Bernini, qui scoprirete il suo ingegno di scultore. Ecco il RATTO DI PROSERPINA, girate attorno alla statua: il marmo diventa quasi cera tanto è morbido, le dita affondano nella pelle nuda. ENEA E ANCHISE si innalzano come una architettura. DAVIDE ha la faccia del giovane Bernini. APOLLO E DAFNE, forse il capolavoro: la fanciulla inseguita dal dio appassionato si trasforma in alloro: la mutazione è in corso, fantascienza amorosa.
Nella sala superiore, i quadri da non perdere sono: IL GIOVANE CON CANESTRO DI FRUTTA di Caravaggio, L'AMOR SACRO E L'AMOR PROFANO di Tiziano, IL TRASPORTO DI GESU' di Raffaello.
Il cardinale Scipione non si interessò molto all'arte medievale, ma bensì all'arte antica, in tutte le sue espressioni, rinascimentale e contemporanea.
La collezione dei dipinti del cardinale era notevole: nel 1607 il Papa aveva fatto assegnare a Scipione 107 dipinti confiscati al pittore Giuseppe Cesari e l'anno successivo gli venne donata, con motu proprio papale, la "Deposizione di Raffaello".


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